29 Ott Mobilità elettrica: Investire nelle competenze regionali
Incrementare la produzione di motori per l’elettrificazione è una delle azioni strategiche delle politiche di sostenibilità ambientale promosse dall’Unione Europea. Ma affinché la filiera produttiva dell’Unione possa raggiungere gli obiettivi prefissati, è necessario il coinvolgimento degli enti di ricerca.
La crisi dell’approvvigionamento
La prima sfida che i laboratori di ricerca UE stanno cercando di risolvere è la precarietà dell’approvvigionamento di materie prime chiave per l’industria dell’elettrificazione. l’Unione Europea, infatti, dipende fortemente dall’importazione di magneti permanenti a base di terre rare, di cui il 98% (1) proviene dalla Cina. L’esclusività delle fonti di questi materiali e l’importanza tecnologica che rivestono per l’economia globale hanno portato a battezzare queste risorse con il nome di “materiali critici”. Tra i materiali critici sono annoverate le terre rare e altre materie prime come litio e cobalto. L’Europa ha avviato un processo di sviluppo delle competenze sul territorio per diventare indipendente nella raffinazione di questi materiali ma sono necessari ancora molti sforzi per raggiungere gli obbiettivi prefissati (2).
Il ruolo dell’Italia
L’Italia, in linea con i programmi comunitari, ha accolto la sfida europea per l’elettrificazione della mobilità. L’ANFIA riporta che la produzione di automobili nel 2030 dovrà essere costituita per il 92% da BEV (veicoli elettrici a batteria) (3). Di conseguenza, le competenze presenti sul territorio nazionale per lo sviluppo e la produzione di materiali magnetici e motori elettrici in generale dovranno essere aggiornate e potenziate. Creare una filiera più stabile per il recupero di materie prime e la formazione di nuove competenze sono i due punti chiave necessari al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
La soluzione: sviluppo di nuovi materiali e riciclo
Gli sforzi di ricerca nell’ambito dell’innovazione dei materiali, in particolare dei materiali per l’accumulo e la conversione dell’energia, possono ammortizzare le difficoltà di approvvigionamento. Da un lato agendo sullo sviluppo di magneti permanenti compositi a ridotto contenuto di elementi critici, dall’altro sull’implementazione di procedure efficienti di riciclo dei materiali critici contenuti nei dispositivi a fine vita. Anche la produzione di magneti soft può beneficiare di un processo di ricerca volto all’ottimizzazione energetica dei processi industriali. In entrambi casi, è fondamentale la collaborazione tra ricerca scientifica e partner industriali per trovare soluzioni innovative a problemi pratici sempre più rilevanti.
Iniziative regionali
Al momento sono diverse le iniziative volte alla creazione di una filiera tecnologica e produttiva in grado di colmare le assenze strutturali. In particolare, l’Emilia-Romagna ospita numerose realtà aziendali e di ricerca che possono, se messe in rete, creare un pool di competenza per rafforzare il mercato dell’elettrificazione riducendo la dipendenza dall’importazione estera. Il progetto Magmove, finanziato in seno al programma di fondi regionale FESR, ha tra i suoi obiettivi proprio quello di creare una rete regionale per la messa a punto di una filiera produttiva dell’automotive elettrico più sostenibile economicamente e ambientalmente. Dalla progettazione di nuovi materiali alla loro caratterizzazione, fino alla progettazione di motori elettrici ottimizzati in base alle applicazioni e alle caratteristiche dei materiali a disposizione, il consorzio Magmove mette insieme le competenze già presenti sul territorio regionale per dare nuova linfa vitale al comparto della mobilità elettrica.
Il progetto vede coinvolti tre laboratori della rete regionale alta tecnologia (En&Tec, CIRI-MAM, e MISTER) e tre aziende locali già legate alla produzione di motori elettrici. Fondamentale è la progettualità congiunta di queste realtà. Affrontare una sfida come la produzione di magneti innovativi che rappresentino un’alternativa alla necessità di ricorrere a materiali critici, è possibile solo grazie alla condivisione delle competenze di ogni stakeholder.
Il progetto non solo ha l’obiettivo di raggiungere importanti risultati scientifici ma contribuirà a una maggiore stabilità della filiera produttiva di magneti per la mobilità. Ancora di più sarà promotore di sinergia tra i player regionali, aziende, enti di ricerca e università oltre che motore per incrementare la competitività delle aziende locali esistenti nonché terreno fertile per la creazione di nuove aziende e startup necessarie a colmare i gap produttivi.
Fonti:
- https://eitrawmaterials.eu/sites/default/files/2024-11/2021_07-13_REE%20Cluster%20Report.pdf (pag. 4)
- https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=International_trade_in_critical_raw_materials (visitato 8 ottobre 2025)
- https://www.anfia.it/images/associazione/numeri_filiera/Studio_Osservatorio_Componentistica_2023_DEF.pdf
