05 Dic Idrogeno: Un nuovo modello di Sostenibilità Energetica
L’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’universo, da solo costituisce circa il 70% della materia visibile della nostra galassia e grazie all’altissima densità energetica (la più alta per unità di massa tra tutti i combustibili) è il carburante responsabile della fusione nucleare che alimenta le stelle.
Per questo lo si definisce il motore dell’universo!
Sulla Terra, nella sua forma pura e gassosa, è raro: la sua leggerezza lo porta a disperdersi nello spazio. Lo si può però facilmente trovare all’interno di molecole come l’acqua e gli idrocarburi, da dove può essere estratto. L’idrogeno non è una fonte primaria di energia, ma un vettore energetico: per ottenerlo è necessario prima consumare energia e, a seconda della fonte e del metodo di produzione, viene classificato in tre categorie principali:
- Idrogeno grigio: ottenuto da combustibili fossili, soprattutto gas naturale, tramite il processo di steam methane reforming (SMR). È il più diffuso (circa il 90% della produzione globale), ma anche il meno sostenibile, poiché genera elevate emissioni di CO₂.
- Idrogeno blu: si basa anch’esso sul processo SMR, ma con l’aggiunta di sistemi di cattura e stoccaggio della CO₂. Questo riduce l’impatto ambientale, anche se permangono dubbi sulla sicurezza dello stoccaggio geologico. È una soluzione intermedia, tecnologicamente matura e in espansione.
- Idrogeno verde: prodotto da fonti rinnovabili, ad esempio tramite elettrolisi dell’acqua (scissione dell’acqua in ossigeno e, appunto, idrogeno) alimentata da energia solare o eolica. È la forma più sostenibile, poiché l’unico sottoprodotto è il vapore acqueo. Tuttavia, i costi di produzione sono ancora elevati, sia per l’energia necessaria sia per i materiali impiegati nelle celle elettrolitiche.
L’Italia, in linea con la strategia europea, sta investendo nella creazione di un ecosistema dell’idrogeno. Tra le iniziative previste:
- La realizzazione di 54 hydrogen valley, riqualificando aree industriali dismesse per creare degli hub da cui sviluppare poi il mercato dell’idrogeno. Attualmente ci sono solo 3 stazioni di rifornimento pubblico in Italia.
- La costruzione di stazioni di rifornimento per il trasporto stradale e ferroviario entro il 2026. Gli obiettivi sono: rendere il 2% dei camion nazionali a idrogeno entro il 2030 ed eliminare l’uso dei combustibili fossili per il trasporto ferroviario su reti non elettrificate (circa il 30% della rete ferroviaria).
- Lo sviluppo di progetti flagship per accelerare l’adozione dell’idrogeno verde. Attualmente in Italia sono in corso 54 progetti, da completare entro il 2026.
In questo contesto si inserisce SHINE, un progetto che mira a sviluppare tecnologie innovative per la produzione sostenibile di idrogeno. L’obiettivo è duplice: accoppiare la produzione di idrogeno verde con quella di energia elettrica e realizzare celle elettrolitiche con materiali scalabili e sostenibili, riducendo i costi e aumentando l’efficienza.
L’idrogeno è una leva strategica per ripensare al nostro modello energetico in chiave sostenibile. La sua versatilità combinata all’alta densità energetica ne fanno un alleato chiave in un’ottica di decarbonizzazione. La strada è ancora lunga e la transizione richiederà investimenti mirati, una ricerca avanzata e una visione sistemica che coinvolga industria, istituzioni e territori, ma se ben supportata, la filiera dell’idrogeno può diventare un motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale, contribuendo a costruire un futuro più pulito, resiliente e competitivo per l’Italia e per l’Europa.
Per rimanere aggiornati visita la pagina ufficiale del progetto: https://www.progettoshine.it/
